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Sorge su una collina ed è collocata al centro della provincia
di cui è capoluogo. E' una città di cultura,
il
settore agricolo e del terziario fanno da complemento ad attività
artigianali ed industriali.
La storia
Il nome deriva dalla popolazione italica di ceppo indoeuropeo, che
si insediò nella regione verso la fine
del X secolo. Sul finire del IV sec. a.C. con il trattato di alleanza
che Roma stipula con i Camerti e poi
con i Piceni tutto il territorio viene incorporato a vario titolo nello
stato romano. Nel I sec. a.C. vengono
creati i primi municipi, alcuni dei quali restano fino ad oggi, nella
seconda metà del I sec. d.C. inizia la
crisi economica e politica dei municipi, che divenne decadenza inarrestabile
a partire dal V secolo d.C..
Dal V all' VIII secolo d.C. è attraversata da Goti, Longobardi
e Franchi e i centri di pianura o in
posizioni strategicamente deboli vengono abbandonati o distrutti. Al
loro posto talora sorgono le pievi e,
qualche secolo più tardi, abbazie e conventi. I centri medievali
si insediano sulla sommità delle colline,
facendo sorgere assi stradali collinari dai monti al mare.
Dal 756 al 1860 un millennio vissuto nel segno della riorganizzazione
ecclesiastica, a cui si associano o si
sostituiscono più tardi nel potere politico e militare le nuove
autorità municipali e quindi le Signorie. Poi a
partire dalla metà del sec. XV, la vita politica e civile delle
città maceratesi si assoggetta definitivamente
al governo dello Stato Pontificio e si svolge prevalentemente nell'
orbita civile, sociale ed economica della
città di Roma. La costituzione della provincia di Macerata, con
gli attuali confini e con capoluogo la città
di Macerata risale al 1860.
Le sezioni:

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